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Dal trauma alla resilienza

Supporto psico-sociale per chi ha perso tutto a causa di guerre o catastrofi.

Combattiamo un nemico invisibile

Le ferite, le bende e le ambulanze le vediamo tutti, ma i disturbi mentali di un reduce, un rifugiato o un sopravvissuto sono meno visibili e forse hanno conseguenze più pesanti.

Ogni individuo che affronta un’esperienza traumatica protratta, si trova di fronte a un mondo che non ha più senso, dove la sua mente vive una condizione di continuo pericolo imminente. E in tutto questo i bambini sono quelli che pagano un prezzo più alto perché più vulnerabili.

22 persone su cento che vivono in aree di conflitto soffre di disturbi mentali, tra cui ansia, depressione e disturbi da stress post-traumatico.

Sono oltre duecento milioni le persone che, nel mondo, soffrono di disturbi mentali a causa della vicinanza a zone di guerra.

Oltre 1 bambino su 3 che vive in aree di guerra ha sintomi da PTSD (Disturbo da stress post-traumatico) con effetti devastanti.

Siamo psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e psicopedagogisti, insieme costruiamo contesti umani in cui la sofferenza non sia negata, ma accolta e trasformata.

Il lavoro di Resilience nelle aree di crisi

Dove siamo attivi adesso

Dal 2009 promuoviamo la resilienza individuale, familiare e comunitaria, agendo in particolare sulla formazione di chi opera sul campo. Crediamo che il rafforzamento delle competenze locali sia la chiave per interventi sostenibili, rispettosi delle culture e realmente efficaci.

Perché è importante la tua donazione:

  1. Puoi trasformare la sofferenza in possibilità di rinascita
  2. Il tuo aiuto rimane nel tempo
  3. Contribuisci a creare comunità più forti e resilienti