La presenza di Resilience ETS nel teatro della crisi ucraina risale alla fine di marzo del 2022, a poche settimane dall’inizio del conflitto. Ad oggi, nel 2025, l’intervento è ancora in corso.
La storia del rapporto della nostra organizzazione con la crisi ucraina inizia, appunto, con una missione formativa di PFA (psychological first aid) in Polonia, nella cittadina di Chelm, sul confine con l’Ucraina in collaborazione con la Fondazione AVSI. Il primo intervento è stato effettuato su volontari che si occupavano della gestione del gran flusso di rifugiati che in quel momento passavano il confine. Successivamente, poche settimane dopo, i nostri operatori hanno eseguito la prima missione di need assesment nella città di Lviv, in Ucraina, e hanno selezionato 5 centri di accoglienza per IDP (internal displaced people). In questi centri Resilience ha eseguito un programma di formazione in 4 missioni sul parenting in wartime e sulla gestione delle famiglie rifugiate in un centro di accoglienza. Da questa esperienza è nato un manuale pubblicato con la Fondazione AVSI e l’ente finanziatore, la Fondazione Van der leer.
Terminato questo intervento gli operatori di Resilience hanno svolto un progetto formativo su psicologi operanti a Kiev. I temi delle formazioni, trattati nelle 5 missioni finora svolte, hanno riguardato il parenting in wartime, il PTSD, il colloquio clinico con i militari. Sosteniamo organizzazioni locali aiutandole a svilupparsi sia sul fronte dell’organizzazione del lavoro, sia sull’aumento delle conoscenze. Cerchiamo di aggregare realtà che stanno operando sulle problematiche connesse alla guerra: il PTSD nei militari in servizio, la miriade di problematiche psicologiche e psicosociali connesse ai veterani di guerra, alle famiglie, alle vedove, ai molti orfani che questa guerra sta facendo mentre scriviamo queste righe.



