Ucraina

La presenza di Resilience ETS nel teatro della crisi ucraina risale alla fine di marzo del 2022, a poche settimane dall’inizio del conflitto. Ad oggi, nel 2025, l’intervento è ancora in corso.

La storia del rapporto della nostra organizzazione con la crisi ucraina inizia, appunto, con una missione formativa di PFA (psychological first aid) in Polonia, nella cittadina di Chelm, sul confine con l’Ucraina in collaborazione con la Fondazione AVSI. Il primo intervento è stato effettuato su volontari che si occupavano della gestione del gran flusso di rifugiati che in quel momento passavano il confine. Successivamente, poche settimane dopo, i nostri operatori hanno eseguito la prima missione di need assesment nella città di Lviv, in Ucraina, e hanno selezionato 5 centri di accoglienza per IDP (internal displaced people). In questi centri Resilience ha eseguito un programma di formazione in 4 missioni sul parenting in wartime e sulla gestione delle famiglie rifugiate in un centro di accoglienza. Da questa esperienza è nato un manuale pubblicato con la Fondazione AVSI e l’ente finanziatore, la Fondazione Van der leer.

Terminato questo intervento gli operatori di Resilience hanno svolto un progetto formativo su psicologi operanti a Kiev. I temi delle formazioni, trattati nelle 5 missioni finora svolte, hanno riguardato il parenting in wartime, il PTSD, il colloquio clinico con i militari. Sosteniamo organizzazioni locali aiutandole a svilupparsi sia sul fronte dell’organizzazione del lavoro, sia sull’aumento delle conoscenze. Cerchiamo di aggregare realtà che stanno operando sulle problematiche connesse alla guerra: il PTSD nei militari in servizio, la miriade di problematiche psicologiche e psicosociali connesse ai veterani di guerra, alle famiglie, alle vedove, ai molti orfani che questa guerra sta facendo mentre scriviamo queste righe.

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Rwanda

In Ruanda Resilience ETS ha sviluppato, nei tre anni successivi al genocidio del 1994, un modulo di approccio psicosociale al trauma da guerra e al Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD), fondato sullo sviluppo della resilienza personale e comunitaria e sulla metodologia di Resilience.

L’intervento ha incluso la formazione del personale locale per l’esecuzione di interventi di supporto psicosociale e di protezione dei bambini, con l’obiettivo di rafforzare le competenze e le risorse interne delle comunità coinvolte.
Parallelamente, è stata svolta consulenza per l’individuazione delle carenze del sistema di protezione dei bambini e per la programmazione di interventi mirati a rafforzare tale sistema in modo stabile e coordinato.

Un secondo ambito di lavoro ha riguardato l’approccio di base alla prevenzione dell’HIV/AIDS, attraverso la comprensione del valore della vita e la promozione della resilienza. Le formazioni sono state rivolte a insegnanti e assistenti sociali, per aiutarli a organizzare e presentare ai loro studenti il tema del “valore della vita” come strumento educativo per favorire comportamenti sessuali responsabili e prevenire la diffusione dell’HIV/AIDS.
È stato realizzato un manuale didattico in lingua francese, inglese e Kinyarwanda.

Le attività hanno compreso anche formazioni sulla salute mentale con un approccio resiliente e comunitario, finalizzate alla diagnosi, al trattamento e alla riabilitazione psicosociale orientata al recovery, per sviluppare la resilienza nelle persone con disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze (MNS).

Un ulteriore intervento ha avuto come obiettivo quello di promuovere la partecipazione di bambini e adolescenti con disabilità alle attività di base, per facilitarne l’integrazione nelle comunità. In questo contesto è stato anche rafforzato il ruolo genitoriale e il supporto all’assistenza quotidiana dei figli con disabilità fisiche e psichiche.

Infine, i nostri operatori hanno realizzato formazioni per l’empowerment sociale, educativo ed economico delle giovani ruandesi in condizioni di vulnerabilità e disagio psicosociale, rafforzando le competenze psicosociali degli operatori attivi nella Casa del Sorriso di Nyanza e Muyira, nel distretto di Nyanza.

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Repubblica Democratica del Congo

Dal 2000 al 2019 Resilience ETS ha operato nella Repubblica Democratica del Congo attraverso numerose missioni, principalmente nelle regioni del Nord Kivu e del Sud Kivu, nelle città di Goma e Bukavu, situate sulle sponde del lago Kivu.

L’intervento ha avuto come obiettivo la promozione della resilienza personale e comunitaria, realizzata attraverso il modulo psicosociale di Resilience e l’utilizzo di strumenti di lavoro psicosociale tradizionali, adattati al contesto specifico e calibrati in base alla tipologia e alle azioni dei progetti, ai bisogni dei beneficiari e alle capacità operative degli operatori coinvolti.

Nel corso degli anni sono state realizzate formazioni sull’approccio psicosociale al trauma da guerra e al Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD), sviluppate secondo la metodologia di Resilience, con l’obiettivo di rafforzare le risorse individuali e collettive necessarie ad affrontare le conseguenze psicologiche dei conflitti.

Gli interventi hanno toccato vari ambiti, tra cui il Psycho Social Support (PSS), il parenting in emergenza e la salute mentale. In alcune fasi si sono resi necessari interventi di ricompattamento dell’équipe locale, a seguito di eventi drammatici che hanno comportato la perdita di un membro del personale a causa di attacchi da parte dei ribelli presenti nella zona e due rapimenti.

Nel Sud Kivu, nella città di Bukavu, è stata inoltre condotta una missione di TOT (Training of Trainers) su personale precedentemente formato, con l’obiettivo di consolidare e diffondere le competenze già acquisite.

Un ulteriore ambito di lavoro ha riguardato la prevenzione dell’HIV/AIDS, promossa attraverso la comprensione del valore della vita e l’approccio alla resilienza. Le formazioni, rivolte a insegnanti e assistenti sociali, avevano l’obiettivo di supportarli nell’organizzazione e nella presentazione di percorsi educativi dedicati al “valore della vita” e alla promozione di comportamenti sessuali responsabili, al fine di prevenire la diffusione del virus. Di questo programma formativo è stato realizzato un manuale in lingua francese e inglese.

Il Nord Kivu rimane tuttora una regione segnata da conflitti territoriali con il vicino Rwanda e da guerre intestine legate alla presenza di ricche miniere di coltan, tra le più importanti del pianeta.

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